Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered Edition - Recensione

Torna un classico del GameCube e un capostipite degli spin-off di Final Fantasy!

di Revil-Rosa

Final Fantasy ha scritto la storia dei giochi di ruolo con capitoli dalle storie e i gameplay in continua evoluzione, ma nonostante la forte carica innovativa con cui Square-Enix ha sempre affrontato il domani, nel 2003 l’arrivo di Final Fantasy Crystal Chronicles e il suo peculiare sistema multigiocatore hanno lasciato a bocca aperta tutti i giocatori. Il suo essere esclusiva GameCube, decisamente non la più famosa fra le console Nintendo, non ha impedito alla serie di regalare momenti di grande divertimento nonché di guadagnarsi uno spazio di tutto rispetto fra gli spin-off più amati della serie dei Chocobo, non a caso infatti troviamo ben quattro capitoli di Crystal Chronicles sparsi fra più console Nintendo e ora, dal 26 agosto 2020, anche un’edizione rimasterizzata del primo capitolo.
 

L’amore per questo atipico Final Fantasy non si avverte solo dal suo essere la serie spin-off più prolifica di tutte, ma soprattutto dalla passione che traspare dagli occhi del team di sviluppo durante le diverse interviste rilasciate in questi 3 anni di sviluppo. Notare che quello che sarebbe potuto essere un semplice Final Fantasy Crystal Chronicles con la grafica migliorata è stato invece espanso, arrivando praticamente a raddoppiare i contenuti originali! Sfortunatamente però portare su console odierne un sistema così atipico non dev’essere stato facile e il passaggio da GameCube a Playstation 4, Nintendo Switch e smartphone non è stato indolore…

Da GameCube a piattaforme moderne, il ritorno del Final Fantasy che ha portato la serie su una dimensione diversa è qui!

Diverse ere addietro, un gigantesco meteorite colpì la terra e riversò su di essa un miasma tossico che la ricoprì interamente. I Cristalli limitavano l'espandersi del miasma, ma il loro potere non era eterno. Nel tempo le Carovane si sono messe in viaggio per recuperare le Gocce di Mirra per donare nuova vita ai poteri dei Cristalli. Queste sono le storie dei giovani e coraggiosi avventurieri che partono per proteggere le proprie case. Queste sono le Crystal Chronicles.
 
Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered recensione

Quella di Final Fantasy Crystal Chronicles è una storia atipica per impostazione e sviluppo, il team all’epoca si trovava di fronte ad una sfida mai affrontata prima e per questo i tradizionali metodi di sviluppo di Square-Enix non potevano venire applicati. Ecco quindi che la storia viene scritta in funzione del gameplay, tutto non spinge sul lato epico-drammatico, ma gira piuttosto intorno al concetto di “Giocare Insieme”. E’ così che il calore del Gruppo e il piacere del rimanere uniti pervadono ogni momento di gioco e arrivano a plasmare un’esperienza all’insegna del lavoro di squadra con narrazione, design e meccaniche unite per rafforzare quell’unico obiettivo: realizzare un Final Fantasy con cui potersi divertire con gli amici.

A differenza degli altri capitoli della serie con trame pervasive e personaggi pensati per essere unici, su Crystal Chronicles il protagonista non viene imposto; è il giocatore a scegliere il proprio avatar e a personalizzarne l’aspetto, ora fra 40 modelli poligonali, scegliendo fra quattro tribù estremamente caratteristiche e profondamente diverse per dinamiche ed estetica, ma tutte realizzate per amalgamarsi al meglio pur mantenendo una propria identità. Che decidiate di affrontare l’avventura come un gentile Clavat, un piccolo e potente Lility, un maestoso e sapiente Yuke o un Seliki egoista non ci saranno differenze nella storia, ma altrettanto non si può dire del gameplay.
 
FINAL FANTASY CRYSTAL CHRONICLES Remastered Edition recensione

Ogni tribù è caratterizzata, oltre che da uno stile estetico unico, da un sistema di gioco diverso: i Clavat sono i più equilibrati, dotati di una robusta costituzione e una buona affinità con la magia riescono a ricoprire ogni ruolo che il dungeon e le esigenze del gruppo li richiedano. I Lility sono temibili guerrieri capaci di infliggere ingenti danni con le loro armi pesanti, mentre gli Yuke compensano le loro debolezze fisiche con le capacità magiche più elevate fra tutte le tribù, cosa che fra l'altro gli permette di castare gli incantesimi molto più velocemente degli altri. I Seliki sono i più veloci e sfruttano questa loro dote per distrarre e confondere i nemici.

Le diverse peculiarità dei personaggi si sposano alla perfezione fra loro, compensando elegantemente le debolezze degli altri e, sebbene nei livelli più semplici le differenze non si notino molto, completare i dungeon più avanzati senza un gruppo affiatato sarà una vera impresa. Notare che le differenze fra le tribù non si limitano ad una questione di statistiche, anche la velocità di casting di magie o abilità sono diverse così come lo è la mossa speciale eseguibile tenendo premuto il pulsante di attacco e la resistenza a certi tipi di colpi durante il casting di abilità fisiche o magiche.
 
Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered recensione ps4

Proprio come nell’originale, è possibile creare fino ad otto personaggi che andranno ad unirsi insieme alle loro famiglie alla Carovana del giocatore, permettendo di conseguenza di provare e cambiare stile di gioco senza problemi, oltre che accedere ai negozi speciali legati al Lavoro di Famiglia che si sceglie durante la creazione personaggio. I negozi della propria Carovana si possono potenziare inviando oggetti e risorse ai famigliari, purtroppo però non potendo giocare in cooperativa offline l’avanzamento dei negozi rimane legato al singolo personaggio utilizzato per cui si potrà potenziare un solo negozio alla volta invece di quattro. Le limitazioni dovute alla mancanza del multiplayer locale si sentono anche nella mancata possibilità di scambiare oggetti con gli altri giocatori, aspetto che rende lo sviluppo del proprio personaggio più lento rispetto all’originale.

Un esempio di scomodità si può fare con le Ricette, gli oggetti che sbloccano equipaggiamenti da acquistare nei negozi. Queste vengono raccolte nei dungeon, ma al posto di essere condivise fra tutti i membri della Carovana sono invece legate al personaggio utilizzato in quel momento. Questo significa che potenzialmente non si avrà mai una vista completa di tutto ciò che si può creare a meno di non depositare ogni volta le Ricette nel Magazzino della città principale e recuperarle poi con il personaggio successivo che si vuole utilizzare. Nulla di complicato ma rimane una procedura lunga, noiosa e macchinosa da applicare potenzialmente ad ogni oggetto o risorsa dell'inventario che ci interessa trasportare.
 
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Come dimostrato poco fa, il passaggio da GameCube a piattaforme odierne non è stato indolore e le scelte prese dal team per ovviare certe problematiche tecniche hanno portato ad un grosso mutamento di quello che era lo spirito originale del gioco. Giocare Insieme nell’originale significava trovare un gruppo affiatato di amici e iniziare con loro un’avventura magica in cui solo la cooperazione avrebbe potuto portare ad un esito positivo: crescere e imparare insieme, migliorarsi ed avanzare uniti erano le radici dell’affascinante gameplay di Crystal Chronicles, qui invece assenti a causa di un sistema online anti-intuitivo che sembra scoraggiare il gioco con un gruppo fisso.
 
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Sorvolando sull’inspiegabile scelta di rendere l’online region-locked, un party non viene formato nella mappa di gioco bensì solo prima dell’inizio di un dungeon ed esclusivamente per quel dungeon. E’ possibile giocare sia con amici che con sconosciuti, questo indipendentemente dalla vostro o dalla loro piattaforma, ma una volta formato il gruppo (e questo potrebbe accadere anche nel bel mezzo dell’azione) esso rimarrà tale solo per la durata della missione, al suo termine poi si potrà decidere se ripeterla o se abbandonare gli altri giocatori.

Premesso che in Final Fantasy Crystal Chronicles è normale rigiocare gli stessi dungeon, che sia per potenziare il proprio personaggio o per trovare nuovi materiali, dunque voler rigiocare la stessa missione subito dopo averla completata non è poi così strano ma lo stesso non si può dire della scelta di non poter mantenere unito il gruppo.
 
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Avanzare insieme a degli amici è scomodo non solo per la necessità di dover riformare ogni volta il party, cosa in realtà abbastanza veloce, quanto perché è solo l’host ad avanzare effettivamente nella storia mentre tutti gli altri registrano solamente la progressione del proprio personaggio. Solo l’host può inviare i materiali alla propria Carovana e solo lui raccoglierà effettivamente la Mirra per rinvigorire il Cristallo e sbloccare poi nuovi livelli. Livelli preclusi ai compagni finché non completeranno i precedenti dungeon in solitaria o in veste di host. Questo significa che iniziando l’avventura in compagnia di tre amici sarà necessario completare lo stesso dungeon quattro volte, ogni volta cambiando host, per poter proseguire insieme.

Giocare Insieme agli amici è terribilmente scomodo, ma chiedere aiuto a degli sconosciuti per superare i dungeon più ostici è ironicamente facile. Questo tipo di intrattenimento è diverso dalla natura originale e questo non è un lato negativo di per sé, tuttavia lo è in Crystal Chronicles poiché tutto il gameplay è basato sulla cooperazione fra compagni e sull’affiatamento del team: combinare le magie  è  era la base per sconfiggere i nemici più potenti, ora però coordinarsi con degli sconosciuti è quanto mai difficile.
 
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Il team di sviluppo deve aver riconosciuto questa problematica e infatti, oltre a feature specifiche per semplificare il casting simultaneo, il gioco è globalmente un più semplice dell’originale. Superare in solitaria le missioni non è un’impresa impossibile, anche grazie alla possibilità di fondere le magie nel menù, però l’esperienza finale è lontana anni luce dall’originale e infinitamente meno divertente. E’ importante sottolineare che nemmeno la versione GameCube era perfetta sotto questo punto di vista, anzi a conti fatti neanche lì vi era un vero e proprio multiplayer locale dato che per giocare con gli amici era necessario utilizzare un Gameboy Advance e il relativo cavo per collegarlo alla console fissa.

E’ un vero peccato che Square-Enix abbia optato per questa strana gestione dell’online, anche perchè una volta iniziata una missione con altri giocatori la partita è incredibilmente stabile anche appoggiandosi a connessioni wireless con giocatori su piattaforme diverse. Durante la fase di testing abbiamo avuto modo di giocare insieme a molti giocatori, anche contemporaneamente, sparsi su Playstation 4, Nintendo Switch e smarphone o tablet e l'esperienza è stata sempre più che positiva. Il crossplay di Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered Edition è veramente ottimo.
 
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Se l'unico scotto da pagare per il cross play fosse stato il poco pratico sistema del Codice Amico, un codice unico per giocatore che permette di seguire un certo utente e trovare subito le partite che hanno lui come host, sarebbe stato perfetto. Purtroppo il dover sciogliere il party ad ogni partita e l'essere obbligati a ripetere gli stessi dungeon tante volte quanti i giocatori con cui si vuole avanzare rendono l'esperienza più noiosa di quanto non dovrebbe essere.

Le migliorie di questa Remastered Edition sono tante e valide, anche quando si tratta solo di reskin di elementi già esistenti traspare l'attenzione per il giocatore e il desiderio di ampliare il suo divertimento con nuove sfide. Il lavoro svolto nel migliorare grafica e sonoro è semplicemente spettacolare così come lo è il frame rate che riesce ad essere sempre stabile anche nelle situazioni più pesanti.
 
Final Fantasy Crystal Chronicles Recensione

L’affidabile netcode rende piacevoli persino le missioni con sconosciuti crossplatform e, ultimo punto ma non meno importante, la risposta agli input è semplicemente impeccabile. Questi aspetti sono tutt’altro che scontati quando si parla del trasporto su piattaforme odierne di giochi con più di una generazione alle spalle ed è un vero peccato vedere un lavoro tecnico così di attento affiancato da un sistema online lontano dallo spirito originale. Non resta che incrociare le dita e sperare in aggiornamenti futuri perchè le carte in regola per rendere Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered un piccolo capolavoro cooperativo ci sono tutte.

GIUDIZIO FINALE

Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered Edition è un’occasione mancata, quello che sarebbe potuto essere un capolavoro è diventato un ‘semplice’ gioco carino per colpa di una gestione dell’online che cozza completamente con lo spirito originale del titolo. Un sistema che rende scomodo progredire di pari passo con gli amici è una pecca che intacca l’esperienza di ogni gioco multiplayer, ma su Crystal Chronicles è un problema ancora più grave perché va a minare pesantemente il fascino stesso del titolo.
Nato come titolo da giocare insieme ad uno stretto gruppo di appassionati, Crystal Chronicles Remastered Edition è diventato un titolo da godere in compagnia di muti sconosciuti, ottimi compagni di grinding ma pessimi compagni di risate. Quella presa dal gioco è una strada moderna che permette di godersi il titolo con i giocatori disponibili al momento, eliminando i tempi morti nel dover aspettare l’amico sempre in ritardo. In un certo senso quella di Square-Enix è stata una scelta comprensibile per i tempi che corrono, ma sicuramente non è questa la strada che i fan della serie avrebbero voluto per Crystal Chronicles e non resta che sperare in qualche aggiornamento per ripristinare e incentivare lo spirito originale del gioco, donando nuova luce al piccolo capolavoro quale era la versione GameCube.
Fino ad allora Final Fantasy Crystal Chronicles Remastered Edition rimarrà ‘solo’ un bel gioco.

Gioco testato su Playstation 4 e Nintendo Switch. Vi ricordiamo che potete trovare alcuni video di gameplay sul nostro canale Youtube:

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